Quando si parla di Famiglia, bisogna necessariamente tenere presenti anche tutti i sistemi nei quali questa è inserita o che essa stessa comprende. Il clima e le caratteristiche famigliari sono costruiti infatti da dinamiche relazionali interne, quali ad esempio la relazione di coppia (che possiamo definire come orizzontale) o la relazione genitoriale (che invece viene definita come verticale), senza prescindere da ciò che avviene e si struttura al di fuori del nucleo familiare, come ad esempio il retaggio culturale ed i contesti in cui questo è inserito, e quindi scuola, lavoro di entrambe i partner, cerchie di amici, etc.

Una Famiglia “funzionale” sarà pertanto in grado di riconoscere che i cambiamenti coinvolgono tutti i suoi membri, bambini e adulti compresi. Ad esempio il passaggio ad un ruolo diverso nel ciclo di vita (da figlio a genitore, da genitore a nonno…) presuppone sempre una rinegoziazione dei rapporti tra i familiari, che non è sempre facile, specie in presenza di legami irrisolti.

È utile tenere presente che negli anni sono cambiati anche i bisogni intrinseci alla Famiglia: grandi cambiamenti riguardano in primis il fatto che i figli non sono più al centro della coppia, in termini di finalità di procreazione e sopravvivenza, e questo ce lo dimostra il tasso di natalità sensibilmente ridotto (la popolazione italiana al primo gennaio 2018 è di 60 milioni 494 mila residenti, quasi 100 mila in meno rispetto all’anno precedente. Le nascite del 2017 sono 464 mila, il 2% in meno rispetto alle 473 mila del 2016: raggiunto un nuovo minimo storico). É in aggiunta evoluta anche la privatizzazione della coppia, che non risponde più a bisogni di tipo sociale ma a bisogni di natura affettiva.

Genitorialità e separazione

Quando parliamo di separazione questa può essere vissuta da una parte come un vero e proprio lutto, in particolare se la relazione finisce contro la propria volontà, o come difficoltà a dire basta dovute alla paura della solitudine, all’abitudine, all’incertezza di fronte al cambiamento, alla comodità e sicurezza anche economica, lasciando dei rapporti stabili nella loro instabilità e alimentando la dipendenza. Pur dovendo essere maggiormente cautelati, i figli vengono spesso usati e invischiati nei risentimenti tra i due genitori, senza rispetto per le loro individualità e i loro sentimenti. La modalità di interazione della coppia genitoriale influenza significativamente il modello relazionale che il figlio attuerà con il proprio partner, e per questo è importante cercare di attuare una separazione il meno conflittuale possibile.

Oggi assistiamo sempre più a realtà quali le famiglie mono-genitore e famiglie allargate o miste dove uno o più divorzi hanno portato alla formazione di legami familiari complessi.

Qualunque sia la struttura familiare, i genitori devono necessariamente preoccuparsi oltre che dei bisogni essenziali dei figli, anche di soddisfare i loro bisogni emotivi e di crescita, offrendo rispetto, disponibilità e stabilità.

Il bambino non sa ma percepisce, e non riesce a comprendere cosa sta succedendo ai suoi genitori e alla sua famiglia, e molto probabilmente anche a sé stesso. E così può ad esempio scaricare la sua tensione a scuola con i compagni e le maestre, creando un precedente ed una catena di malcontenti che se non interrotti porteranno a peggiorare la sua condizione.

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Queste premesse ci aprono le porte alla tematica della Mediazione Familiare, di cui oggigiorno si sente sempre più parlare.

Ma cosa è la Mediazione Familiare e a cosa serve?

Prima di tutto sottolineiamo una differenza: mentre la Terapia di coppia sposta l’attenzione anche sul passato e sulle origini del malessere, cercando di risolvere i problemi della coppia, la Mediazione Familiare è un intervento che si rivolge principalmente ai genitori che hanno già deciso di separarsi o che già si sono separati, e ha come obiettivo la riorganizzazione delle relazioni familiari ed il raggiungimento di accordi comuni, soprattutto per il bene dei figli, portando attenzione sul presente e sul futuro e nella consapevolezza che fine della coppia non significa smettere di essere buoni genitori e adulti responsabili (parliamo tecnicamente di cogenitorialità o coparenting, ovvero della salvaguardia della responsabilità genitoriale di entrambe i genitori). La differenza sostanziale sta quindi nel fatto che la mediazione favorisce la comunicazione alla ricerca di un accordo, mentre la terapia cura e aiuta, al fine di un miglioramento delle dinamiche relazionali.

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Non c’è un’analisi della motivazione sottostante o delle origini di un particolare comportamento, quanto piuttosto il focalizzarsi sui problemi del Qui ed Ora presenti nel rapporto, intesi in termini di concrete situazioni di comunicazione. Il conflitto non è statico e gli incontri di mediazione sono un’opportunità di vivere costruttivamente la conflittualità, riorganizzando la propria vita.

~ Inoltre la Mediazione Familiare può essere integrata alla consulenza legale, ma è al di fuori del sistema giudiziario e si ricorre a quest’ultimo solo per le omologhe di Legge degli accordi raggiunti (Mediazione Globale).

~ La mediazione familiare è adatta e auspicabile anche per quelle famiglie che stanno vivendo problematiche che non riescono a gestire e superare autonomamente (Mediazione Coniugale), e pertanto chiunque, anche un minore, può richiedere il supporto di un mediatore.

Come si accede ad un percorso di Mediazione Familiare?

Un percorso di mediazione può essere intrapreso direttamente dalle coppie interessate oppure può essere suggerito dal giudice stesso, con particolare riferimento all’articolo 155 sexies della legge 54/2006

“Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli”.

La partecipazione quindi è di natura volontaria.

È importante sottolineare che la maggior parte delle coppie che accede ad un percorso di mediazione sono coppie genitoriali. In queste situazioni la mediazione si fa ancora più delicata dal momento che il professionista deve tutelare gli interessi del minore in un contesto di genitorialità che deve essere condivisa. Spesso infatti capita che un partner escluda l’altro ostacolandone la continuità del legame ed impedendo un progetto educativo condiviso.

Come si fa Mediazione Familiare?

Possiamo individuare delle fasi che possiamo definire come:

1. Fase pre-mediazione, per creare le condizioni emotive migliori; individuare i motivi della separazione e fare un bilancio personale, coniugale e genitoriale. Se la scelta è definitiva il mediatore sostiene nel superare alcune rigidità e a negoziare;

2. Contratto di mediazione, ovvero identificazione dei temi che si vuole discutere;

3. Negoziazione ragionata, mediante esplorazione dei bisogni reali e ricerca di soluzioni condivise;

4. Protocollo d’intesa, con accordi messi per iscritto che, se la coppia vuole, può far ratificare dal giudice.

Chi è il mediatore familiare?

Per definizione il mediatore è un terzo imparziale e ha l’obiettivo di sostenere i due adulti in questione durante la fase di separazione o divorzio, favorendo la negoziazione del conflitto e affrontando sia gli aspetti emotivi (affidamento dei figli, continuità genitoriale, comunicazione della separazione al nucleo familiare, ecc), che quelli più strettamente materiali (divisione dei beni, determinazione dell’assegno di mantenimento, assegnazione della casa coniugale, ecc). Li accompagna cioè ad uscire dallo schema difensivo e/o aggressivo per arrivare a comprendere i bisogni dell’altro e ad accoglierli in sintonia con i propri.

È un facilitatore del processo decisionale, avvalendosi anche dell’utile strumento di Brainstorming e assegnando dove necessario e sulla base di quanto emerso e pattuito dalla coppia “compiti a casa” che i due possono svolgere insieme con l’obiettivo poi di verificare i loro progressi nella condivisione di obiettivi comuni, attraverso una comunicazione efficace.

Si limita quindi a favorire forme di cooperazione, senza giudicare l’adeguatezza delle proposte o fornire risposte ai problemi.

Quali i vantaggi dalla mediazione familiare?

  • Elaborazione del lutto della separazione e possibilità di esprimere i sentimenti connessi
  • Ridefinizione della propria identità personale a seguito della separazione
  • Miglioramento delle capacità comunicative
  • Riconoscimento dei bisogni di genitori e figli
  • Continuità genitoriale
  • Accordi equi e riduzione dei tempi e costi rispetto alle controversie giudiziarie.
  • Prevenire disagi conseguenti a danno familiare

Diventare genitori consapevoli

Dobbiamo tenere presente che il solo accesso ad entrambe le figure parentali non è sufficiente per la crescita adeguata di un figlio, che invece necessita che i suoi genitori possano educarlo assieme attraverso forme di collaborazione genitoriale.

Un altro aspetto importante è che tutti noi ci portiamo dietro schemi comportamentali ereditati dall’infanzia. Se per esempio un figlio 13enne dice che la severità del genitore è ridicola e fuori moda e che rientrerà a casa all’ora che pare a lui perché tutti i suoi amici fanno così, un vecchio dolore può riaffiorare e condizionare la nostra risposta, oppure una vecchia paura può impedire di esprimere con chiarezza ciò che si pensa. Ovviamente non esistono ricette miracolose ma disponiamo di ingredienti quali la gentilezza, la comprensione, l’apertura e l’accettazione. Un altro è senza dubbio il contatto: un abbraccio o una carezza affettuosa per esempio.

Il problema infatti non è costituito dalla situazione, ma dal modo di reagire: può essere quindi molto utile stopparsi nel vero senso della parola, fare un bel respiro e comprendere cosa sta accadendo internamente prima di prendere una qualunque decisione. Facciamo attenzione a sottolineare il fatto che accettazione non significa tollerare qualunque cosa, bensì capire che non si è tenuti a farsi un’opinione sui pensieri, sulle azioni e sui sentimenti propri e dei propri figli.


Qui di seguito trovate la mia intervista sul tema “Mediazione Familiare” realizzata a #RadioRomaCapitale.

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