“Applicando i fiori di Bach alla psicoterapia, essi si rivelano come un prezioso e spesso risolutivo ausilio alla guarigione. Affiancata al lavoro psicoterapeutico, la floriterapia rimuove i traumi, l’instabilità, il senso di rifiuto, la timidezza, l’agitazione, che spesso sono all’origine di molte patologie di origine psicosomatica.”
Tratto da “Fiori di Bach e Psicoterapia. Alla scoperta degli psicofarmaci naturali.”
G. Rescaldina

La formazione professionale in Psicologia del Benessere ed in egual misura il mio stesso percorso di crescita personale mi hanno permesso di riconoscere e sperimentare l’importanza di un approccio olistico ed integrato, per il benessere della Persona.

Nel mio stesso lavoro, quando possibile, integro la Psicologia ad altri strumenti che la possano sostenere – e potenziare – come le pratiche meditative, le tecniche di respirazione profonda, gli strumenti di natura proiettiva come immagini e foto, gli strumenti narrativi, la PNL, il Training Autogeno, etc. 

Anche i Fiori di Bach,se visti come potenti catalizzatori di processi di crescita e trasformazione, possono essere vantaggiosamente associati a qualsiasi percorso di sviluppo personale (come ad esempio appunto i colloqui di sostegno psicologico o la Psicoterapia), principalmente per tre motivi:

  • I Fiori di Bach, a maggior ragione se associati ad un percorso psicologico o psicoterapico, agevolano la Consapevolezza di schemi di pensiero disfunzionali e favoriscono lo scioglimento di blocchi emozionali, anche provenienti da traumi passati;
  • L’associazione di Psicoterapia e Floriterapia può far diminuire i tempi di risoluzione di un problema ed il livello di sofferenza psichica e somatica ad esso associati (ad esempio in casi di ansia o stress acuto post-traumatico);
  • I Fiori di Bach possono potenzialmente essere assunti da tutti ed a qualunque età, e possono essere associati a qualunque tipo di cura, sia omeopatica che allopatica; in alcuni casi inoltre possono rinforzare l’efficacia del trattamento psicoterapeutico, favorendo lo “scalaggio” nel dosaggio di trattamenti psicofarmacologici – ciò ovviamente sempre sotto supervisione di un medico competente.

L’uso dei Fiori di Bach si sta diffondendo sempre più come metodo di “cura dolce” per chiunque senta il bisogno di gestire il proprio benessere e per i professionisti della salute che vogliono affrontare la gestione del disturbo in chiave olistica.

Cosa è la Floriterapia

La Floriterapia nasce nella prima metà del ‘900 a partire dagli studi sulle proprietà curative di 38 fioriselvatici del Galles (più un composto d’emergenza che prende il nome di Rescue Remedy), condotti dal medico Edward Bach tra il 1926 ed il 1934. In qualità di medico egli si rese conto di come diverse persone con medesimi sintomi e malattie reagissero differentemente alle medesime cure. Giunse quindi a conclusione che la medicina tradizionale non tenesse conto sufficientemente della soggettività della persona, né della sua profonda complessità.

“Diamo i fiori alle persone
e non al sintomo”

Dal 1976 la Floriterapia è stata annessa alle Medicine Alternative, riconosciuta e legittimata nella medicina biologica come metodo di cura complementare, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In Italia tuttavia, diversamente da Germania, Francia, Spagna e Inghilterra, la figura di floriterapeuta ancora non è riconosciuta.

Si fonda sul principio base che questi fiori rilasciano nell’acqua la loro “energia”, che entrerebbe in contatto con le vibrazioni delle energie umane, come se fosse un’onda che si diffonde attraverso l’acqua contenuta nel nostro corpo, trasformando e armonizzando tali energie – e quindi le emozioni – da negative in positive ed evitandone la dispersione (entropia). Tale principio è possibile perché l’uomo viene visto come una totalità integrata di tre livelli: mentale, emozionale/spirituale e fisico. I Fiori di Bach lavorano quindi tanto sull’aspetto fisico quanto su quello emotivo e mentale, e ciascun fiore è indicato per personalità ed emotività diverse: ci saranno ad esempio persone più tendenti all’iperattività, ed altre più tendenti all’inerzia. Per tale motivo Edward Bach individuò per ogni stato mentale e schema comportamentale un rimedio floreale specifico e più adatto. 

In particolare Bach interpretava la malattia come una manifestazione corporea di uno squilibrio tra bisogni e azioni effettive, e per questo da ascoltare e accogliere. Distingue inoltre tra stati emotivi transitori e stati emotivi radicati, nei diversi contesti di vita (affettivo, lavorativo, sociale, etc.). Non si deve quindi scavare, ma si deve rispondere alla richiesta del paziente, come se si volesse vedere lo strato superiore di una cipolla dal quale verrà fuori autonomamente un altro strato, e quindi un’altra richiesta. 

Per tale motivo i Fiori di Bach si possono dividere inoltre in rimedi tipologici, cioè propri della personalità e del temperamento del soggetto; ed in rimedi di aiuto complementari, che si prescrivono in situazioni, anche di disagio, momentanee e provvisorie, a seconda delle variazioni d’umore ed emotive che queste comportano. 

Psicologia e Fiori di Bach

Pablo Picasso – donna fiore 1946

La Salute psicologica e quella fisica sono strettamente collegate: in un percorso di crescita e consapevolezza si può scegliere pertanto di lavorare partendo in egual modo da uno o dall’altro canale, a seconda di ciò che è più utile per la persona o che più risuona in questa. Un vero e proprio dialogo con il sistema mente-corpo; un lavoro di esplorazione e di incontro tra il verbale, espresso dalla persona, e ciò che è più inconsapevole e spesso espresso dal corpo: si può scoprire che dietro uno stato d’animo consapevole, ci possono essere sfumature emozionali inaspettate (Scognamiglio, 2008).

Per tale motivo, in alcuni casi gli Psicologi e Psicoterapeuti possono scegliere per un periodo di integrare al trattamento psicologico il supporto della Floriterapia: potrebbe essere ad esempio suggerito fra un incontro ed un altro, come sostegno per elaborare quanto emerso durante l’incontro; oppure per dinamiche e aspetti della personalità più specifici e sui quali è concordato un obiettivo di lavoro (“contratto terapeutico”). Questo perché i Fiori di Bach rappresentano essenzialmente delle strutture emozionali, che si trovano momentaneamente in uno stato di squilibrio.

Generalmente l’individuazione del tipo di fiori da somministrare richiede colloqui di circa un’ora che indagano gli stati mentali ed emotivi della persona nel qui ed ora, e ciò che crea dissonanze tra lo stato attuale e quello desiderato.

Si sceglierà quindi se prescrivere uno o più Fiori che armonizzano la situazione o che viceversa accelerano la risoluzione del disagio, potenziando in egual modo le Qualità della persona e aumentandone di conseguenza il Benessere. Può pertanto accadere che in un primo momento si vada incontro ad una intensificazione dei sintomi (“crisi di consapevolezza”), in particolare se la radice psicologica è stata negata per lungo tempo o fino a quel momento poco consapevole. Ciò non deve tuttavia spaventare in quanto è il primo ed importante scalino, un ponte di accesso alla propria interiorità, e che senza dubbio verrà esplorata e conosciuta nel percorso psicologico. Utilizzare i Fiori di Bach spinge dunque a la persona a conoscere meglio sé stessa.Va sottolineato comunque che l’assunzione di questi rimedi naturali non sostituiscono la consulenza psicologica o la Psicoterapia, ma piuttosto la possono integrare fluidamente, favorendo una riduzione dei tempi di intervento ed un riequilibrio profondo. 

Ambiti applicativi dei Fiori di Bach

Poiché secondo la rappresentazione del dottor Bach a ciascuno dei 38 Fiori corrisponde uno specifico schema emotivo e comportamentale, è facile ricondurli a specifici disturbi, di materia psicologica. Ad ogni modo questi non agiscono a livello della malattia, ma di tutta la persona, e hanno appunto come obiettivo lo sblocco di forze interiori ed il potenziamento delle risorse interne già presenti.

Trattano una vasta gamma di stati d’animo e situazioni da fronteggiare:

  • Ansia, fobie e attacchi di panico
  • Disturbi dell’umore, depressione e tristezza moderata
  • Insonnia
  • Condizioni di stress, stanchezza, coliti, rigidità muscolari e gastriti nervose
  • psoriasi
  • Dipendenze
  • Disturbi del comportamento 
  • Disturbi alimentari
  • Disturbi sessuali
  • Disturbi psicosomatici e somatopsichici
  • Nei casi di disagio esistenziale, sensi di colpa e insicurezze

Ad esempio il Rock Rose, il Mimiluse lo Sweet Chestnutservono a contenere vissuti di ansia e di panico; ilGentian, il Gorseed il Wild Rosesono indicati per sentimenti depressivi e di scoraggiamento; l’Olive e l’Hornbeamsono adatti a contrastare stanchezza cronica e affaticamento.

In alcuni casi può rendersi utile la somministrazione combinata di fiori, per fronteggiare situazioni di emergenza o intensamente stressanti. Prima di un colloquio con uno psicologo e/o una floriterapeuta può essere ad esempio utile portare sempre con sé una boccetta di Rescue Remedy da prendere appena si entra in contatto con un evento stressante: le gocce possono essere prese sublinguali ogni 10 minuti, oppure in un ½ bicchiere di acqua, ripetendo l’assunzione fino a che non ci si senta più rilassati.

Tale eventualità non comporta nessun rischio per la salute perché i fiori di Bach sono del tutto privi di principi attivi e non presentano nessuna controindicazione.  

Molto usati anche in Pediatria, in quanto non danno effetti collaterali, non si può andare in iperdosaggio e non creano dipendenza. Inoltre i bambini non hanno preconcetti e sovrastrutture intellettuali e quindi entrano più in interazione con le vibrazioni dei fiori, reagendo in maniera più veloce e duratura. Molto utile quando si presentano problemi come:

  • Iperattività
  • Irritabilità
  • Turbe umorali
  • Gelosia, possessività e “capricciosità”
  • Insonnia e pavor notturno
  • Attaccamento eccessivo e ansia da separazione
  • Timidezza
  • Somatizzazioni e malattie ricorrenti
  • Rifiuto scolastico

Ed in adolescenzaper casi ad esempio di:

  • Bullismo
  • Compulsività
  • Comportamenti a rischio

Nello specifico i Fiori di Bach sono organizzati in 7 gruppi distintiche rappresentano sfaccettature emozionali e modalità di affrontare le problematiche esistenziali differenti: per la paura; per le incertezze; per l’insufficiente interesse per il presente; per la solitudine; per l’ipersensibilità alle influenze e alle idee; per lo scoraggiamento e disperazione; per la cura/preoccupazione eccessiva per gli altri.

Generalmente i fiori di Bach vanno presi fino a beneficio ottenuto e, in base al risultato, scegliere di interrompere o aggiornare la scelta dei rimedi, eventualmente modificando la combinazione.

I rimedi originali consistono in gocce che vanno assunte per bocca, assolute o diluite in acqua. Una boccetta di trattamento dovrebbe durare per circa 3 settimane. 

Conclusioni

“Guarire è un atto di amore e di non violenza”. Ecco perché lo stesso Bach suggerisce, una volta individuati gli squilibri che sono alla base della malattia, di non combatterli direttamente ma di sviluppare le qualità opposte. I Fiori di Bach sono da considerare come uno stimolo per riattivare e riequilibrare forze interne all’organismo. Si rifanno allo stesso principio della Naturopatia, della Psicosomatica e delle discipline naturali tradizionali come l’Osteopatia. 

Ovviamente, e per quanto detto fino adesso, l’utilizzo dei soli rimedi floreali dà meno garanzie di risoluzione dei problemi rispetto ad una buona Terapia Psicologica supportata dall’assunzione degli stessi. Questi rimedi quindi non vogliono sostituirsi alla Terapia Psicologica, ma sostenerla e agevolarla, diventando un pratico ed efficace supporto alle esigenze dello Psicologo. Consiglio pertanto di associare queste due pratiche per un lavoro completo ed efficace.

Bisogna tuttavia evitare di “automedicarsi”, in particolare quando non si è pienamente lucidi e consapevoli di sé, in quanto la scelta di rimedi non adeguati può semplicemente non portare ad alcun tipo di vantaggio e trasformazione, alimentando pregiudizi erronei e delusione nei confronti di questi. 

Ulivo pensante di Ginosa

______________________________________________________

Lo Studio CompartiMente della Psicologa Rita Gatto ha attualmente attiva una convenzione con l’Erboristeria “Il Giardino delle Erbe”

Contattami per una prima consulenza psicologica e per maggiori informazioni al 380.7737187 o tramite email a rita.gatto@psypec.it

Bibliografia

  • Bach, E. (2002) Le opere complete. Macro Edizioni
  • Buriana, F., Stefani R.P. (2005)La chinesiologia. Una dolce medicina. Xenia
  • Costadoni A. La parola al corpo. Approccio “somatologico” ai Fiori di Bach.Rivista on-line Psicologia Psicosomatica (2012)
  • Di Massa, S., Perrone, V. (2002) I fiori di Bach per curare. Giunti
  • Fredianelli, C. (2014) La Floriterapia: uso pratico delle essenze floreali del dott. Edward Bach. Edizioni Centro di Benessere Psicofisico: Torino
  • Scheffer, M. (1999)Il grande libro dei fiori di Bach. Corbaccio
  • Scognamiglio, R.M. (2008)Il male in corpo. La prospettiva somatologica nella psicoterapia della sofferenza del corpo. Franco Angeli
  • Scognamiglio, R.M. (2016) Psicologia psicosomatica. L’atto psicologico tra codici del corpo e codici della parola. Franco Angeli

About the Author PsicologaRitaGatto

- Psicologa dello Sviluppo, Educazione e Benessere - Psicoterapeuta in formazione ad approccio integrato Gestalt e Analisi Transazionale - Operatore di Training Autogeno

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: