Le comparse di epidemie hanno ciclicamente attraversato e forse anche caratterizzato la storia dell’umanità… La letteratura, che sia reale o simbolica, ce ne dà un esempio: da Tucidide, passando per Boccaccio, poi Manzoni, fino a Saramago, ci offre l’evidenza dei vissuti legati al contagio, che se non accompagnati alimentano emozioni spiacevoli, pensieri e convinzioni disfunzionali, comportamenti inadeguati ed impulsivi. Ed ecco che emerge come ciò che caratterizza questo periodo va proprio a destabilizzare la nostra natura più profonda: l’essere animali sociali. Più volte ci siamo trovati a dire che in questi giorni la nostra quotidianità è ribaltata e scombussolata dall’isolamento, a maggior ragione quando le indicazioni che ci chiedono di seguire sono così drastiche rispetto alla nostra indole (non toccarsi, stare lontani, non abbracciarsi, non baciarsi…); più volte ci siamo trovati a dire che ci stiamo duramente confrontando con l’incerto e l’imprevedibile. Ed è in questa situazione di “isolamento” e di totale “incertezza” che possono nascere sensazioni legate alla paura, all’ansia, alla necessità di rimettere ordine, di controllare, di capire…

L’obiettivo da perseguire è “orientare le preoccupazioni verso un’appropriata vigilanza e comportamenti consapevoli”. Come fare quindi a gestire la paura e l’ansia quando non si ha certezza di come evolveranno le cose? Come possiamo viverci questo momento in modo sano ed equilibrato? Vediamolo insieme…

A cosa serve la paura?

“Coraggiosa non è la persona cha non ha mai paura. In questo caso possiamo parlare di “sprovvedutezza”. Coraggiosa è la persona che pur sentendo paura non permette ad essa di schiavizzarla.”

C.G.
L’urlo – Edvard Munch 1893 (titolo originale Skrik)

In psicologia le teorie sulle emozioni sono tante e alcune di queste le distinguono in conservative, sociali e parassite. La paura è una tra quelle conservative, perché sentirla in caso di pericolo serve a scegliere di mettersi in salvo e permette di prevenire e tutelarci dal pericolo stesso. Questo perché la paura, per la sua principale funzione di garantirci la sopravvivenza, favorisce la produzione di adrenalina e mobilita tutte le energie, per renderci pronti a rispondere. Anche l’ansia viene considerata come “eccitazione organismica“, e quindi può essere funzionale ed efficace: può essere un’ansia somatica, che ci aiuta ad affrontare situazioni di pericolo o patologica, quando non c’è congruenza tra percezione, emozione e pensiero di ciò che sta accadendo (cioè una mancata connessione mente-corpo).

Dove nasce quindi il problema? Se non è proporzionata al contesto e al Qui ed Ora, e prende il sopravvento: può ad esempio essere quel vortice in cui spesso cadiamo della paura di provare paura, in quanto percependola come spiacevole, cerchiamo in tutti i modi di evitarla e rifuggirla. Non entrandoci in contatto ci priviamo però della possibilità di trovare quei meccanismi e quelle risorse interne che le possano trasformare.

Proviamo a fare insieme un esercizio:

  • fermiamo per un attimo i pensieri e direzioniamo l’attenzione verso la memoria di una situazione di pericolo che abbiamo vissuto. È molto probabile che se abbiamo contattato profondamente quella situazione, ricontatteremo anche la paura di quel momento.
  • Proviamo adesso ad osservare come abbiamo istintivamente reagito: questa immagine sarà la prima osservazione che ci aiuterà a riconoscere come reagiamo in genere quando siamo spaventati.

Tendenzialmente le risposte tipiche ed innate alla paura sono di attacco/fuga; di freezing (congelamento) o di faint (svenimento/distacco). Nello specifico il faint si ottiene per mezzo di attivazione del sistema dorso-vagale, e comporta un distacco dall’esperienza e possibili sintomi dissociativi (come nel caso di eventi traumatici). Anche queste reazioni, come abbiamo spiegato nell’articolo precedente, sono influenzate dall’attivazione del sistema vegetativo simpatico. C’è poi anche qui il ruolo dell’amigdala, importante non solo per innescare i comportamenti di difesa in presenza di pericoli, ma anche per prevenire comportamenti immotivati dopo stimoli nuovi e innocui.

Teniamo presente che i meccanismi alla base dell’emozione della paura, così come delle altre emozioni primarie, sono in comune a quelle degli animali. Lo sviluppo strutturale e funzionale del cervello ha poi fatto si che apprendessimo a contenere parte di tali istinti, adeguatamente a ciò che ci richiede il contesto culturale. Facciamo un esempio coerente alla situazione che stiamo vivendo: ipotizziamo di apprendere la notizia della pandemia del nuovo virus CoV2. L’emozione lecita che sentiremo è quella della paura, e le energie che si attiveranno sono identiche a quelle di altri animali. Siamo però in casa, magari a tavola mentre guardiamo il telegiornale, e tale energia non possiamo scaricarla né con lotta né con fuga, come avremmo fatto se invece fossimo stati prede prossime ad essere fagocitati dal predatore. Ci resta quindi la tensione nel corpo che può tramutarsi in sensazioni e sintomi fisici come tachicardia, mail di testa, dolori, sintomi intestinali, etc. Tutte sensazioni strettamente collegate all’ansia. A queste si aggiunge il loop di pensieri, spesso di catastrofizzazione e negativizzazione proiettati al futuro. E alimentiamo ancora di più il circolo della paura insana.

Le nostre risposte innate all’emozione della paura sono in comune con quelle degli animali.

Come interrompere il ciclo della paura insana?

La prima cosa utile da fare è distinguere la “paura amica”, ossia quella che ci dà la giusta pressione per arrivare preparati davanti a momenti importanti o pericolosi della vita, dalla “paura nemica”, per lo più paralizzante, come nel caso di ansia eccessiva, panico e fobia. È quindi fondamentale fermarsi ad ascoltare e stare insieme alle sensazioni di paura e ansia, per capire se bloccano o spingono ad essere migliori. Vi invitiamo a vedere il video “FEAR” come spunto di riflessione, la cui fonte è presa da Youtube, e se volete potete darci un feedback a riguardo.

E’ poi utile trovare un equilibrio tra i propri bisogni e quelli del benessere collettivo: attuare cioè una prevenzione sana che non sfocia nel ritiro sociale o nell’opposto menefreghismo, che cerca soluzioni alternative, andando avanti senza fermarsi o senza far finta di niente sfidando la sorte.

La distrazione va bene, ma è ancora più sano approfittare di questo tempo che ci costringe a stare con noi stessi, per entrare in contatto con il vuoto, riconoscere le cose futili per noi e liberarcene, ritrovare i nostri Valori, sciogliere dei nodi con persone care…

Ci sono anche delle pratiche yogiche molto utili per stimolare il primo Chakra, ritrovare l’equilibrio e mettere a bada il “demone della paura”. Le vediamo con la Dott.ssa Giulia Piccioni nel video qui di seguito.

_________________________________

La realizzazione di questo articolo e del video annesso è nata dalla volontà di sostenerci in un momento difficile legato al vissuto personale e comunitario generato dalla pandemia di Covid_19.

Abbiamo deciso di rimandare la partenza del percorso di gruppo sulla gestione dell’ansia (Ansia, questa sConosciuta!), contribuendo anche noi con la scelta di rimanere a casa, ed allo stesso tempo di perseguire il nostro obiettivo di offrire strumenti utili e pratici per la gestione dell’ansia e la riduzione dello stress.

I contenuti sono realizzati dalla collaborazione di ☞
❧ Dott.ssa Rita Gatto
Psicologa dello Sviluppo, Educazione e Benessere (Albo Lazio 233929); Operatrice di Training Autogeno.
❧ Dott.ssa Giulia Piccioni
Psicologa (Albo Lazio 22140); Insegnante di Yoga e Meditazione

One comment

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: