Tra i vari approcci teorici, l’Analisi Transazionale (a cui faccio riferimento) sostiene che ciascuna persona abbia tre bisogni di base da soddisfare, che chiama rispettivamente Fame di Struttura, Fame di Stimoli e Fame di riconoscimento. Nel primo articolo abbiamo visto insieme alcuni passaggi utili a riconoscere, accogliere e contenere la paura, cercando di rispondere maggiormente al bisogno di riconoscimento; nel secondo abbiamo invece esplorato come spiegare ai bambini il Coronavirus. In questo articolo aggiungiamo un altro tassellino a come rapportarsi con i bambini in questo momento di emergenza.

Molti genitori, oltre a dover gestire la propria emotività legata al momento, si stanno infatti trovando a dividersi e saltare tra diversi ruoli: smart working, gestione della casa, educatori, etc…, talvolta sentendosi giustamente sovraccaricati. Non deve essere certamente semplice trovare un equilibrio tra i propri momenti e bisogni, e quelli dei figli, eppure è possibile. Vediamo insieme come.

Vignetta rappresentata da Alessandro Lazzi

Come soddisfare in questo periodo i bisogni di stimoli e struttura dei bambini?

L’incertezza tendenzialmente genera ansia, e diventa difficilmente tollerabile in situazioni come questa in cui già lo stress e l’impotenza sono molto elevati. La prevedibilità aiuta a contenere e superare le eventuali difficoltà comunicative e/o sensoriali dei bambini, e a gestire i passaggi tra attività più piacevoli (che nessuno vorrebbe abbandonare) e attività meno piacevoli (come i compiti o fare il bagno), rendendoli meno farraginosi e litigiosi. Chi più dei bambini infatti ha bisogno di sentire dei punti saldi e di poter costruire una routine nella quale incanalare la propria energia (Fame di stimoli e struttura)?

L’agenda della giornata

A tal riguardo un’efficace strategia può essere quella di stare nel Qui ed Ora, di porre l’attenzione in modo consapevole su un’attività specifica, per un tempo ed in un luogo ben definiti. Per divertirsi di più e comunicare in modo più comprensibile è necessario infatti curare la strutturazione del tempo e l’organizzazione dello spazio. Per questo può essere utile ad esempio creare insieme un tipo di agenda visiva della giornata, che va negoziata e condivisa con il bambino come prima cosa al mattino, in modo che sappia quello che lo aspetta e possa anche protestare, arrivando a dar forma al proprio tempo con un atteggiamento di costruzione condivisa

Esempio di agenda giornaliera. Il Cerchio rappresenta un orologio, sul quale collocare le attività che insieme a voi la mattina il bambino deciderà di svolgere nell’arco della giornata.
Esempi di simboli da collocare sull’agenda giornaliera.

Tale costruzione può essere resa più gradita, trasformandola in un’attività creativa e condivisa da tutta la famiglia. Costruite ad esempio insieme ciò che vi serve, disegnando le varie attività che vi vengono in mente: le immagini ed i simboli rendono più immediato e comprensibile il tutto. Inoltre la costruzione comunitaria fa sì che il bambino comprenda anche che ci sono momenti che potete dedicare totalmente a lui, senza distrazioni (così da fargli ricaricare la sua “riserva emotiva”, e rispondere pienamente al suo bisogno di riconoscimento), e momenti in cui invece anche voi sarete dediti ad altre attività specifiche, più o meno piacevoli per voi e che non vi rendono totalmente disponibili alle sue richieste.

Nella scelta delle attività del giorno, prima di scriverle nell’agenda giornaliera, individuate voi adulti delle attività da proporre che possono essere ludiche e non, poi chiediamo al bambino di scegliere tra le due che abbiamo proposto. Ad ogni modo nella costruzione dell’agenda, una buona strategia per ogni bambino è quella di alternare attività piacevoli e/o che non richiedono molta attenzione e impegno ad attività meno piacevoli e/o più faticose. Ciò che non dovrebbe mai mancare sono:

  • le letture di libri illustrati, che stimolano la fantasia e danno possibilità ai bambini di identificarsi con i personaggi, esplorare le emozioni, e trovare modelli di risoluzione dei problemi funzionali.
  • Il gioco spontaneo ed il gioco strutturato, per favorire ad esempio lo sviluppo delle autonomie, le competenze relazionali e l’interiorizzare delle regole sociali, oltre che stimolare la creatività e l’espressione delle proprie emozioni.

Flessibilità e Osservazione

È importante comunque rimanere flessibili e attingere al bagaglio della propria esperienza per essere pronti a modificare alcuni di tali elementi, qualora ci si accorga di aspetti che lo richiedono (ad esempio se il bambino si stanca prima; se un’attività si rivela particolarmente motivante o tranquillizzante; o se c’è invece fin troppo coinvolgimento ed eccitazione da mettere il bambino a rischio). Per questo molto utile è l’osservazione: osservate quando il vostro bambino ha momenti di difficoltà o manifesta disagio con comportamenti specifici. Provate ad annotare brevemente in quali momenti ciò si verifica: lo fa durante un gioco particolare? Dopo aver ascoltato qualcosa? Di fronte alle frustrazioni? etc. Osservate le sue reazioni, quali comportamenti mette in atto, per quanto tempo si protraggono e che cosa li interrompe. Già le sole osservazione e annotazione in sé vi consente di comprendere meglio i momenti di crisi di vostro figlio, così da poterli prevenire efficacemente. In fondo, chi meglio di voi può conoscere vostro figlio?

La cura degli spazi

Come anticipato prima la cura degli spazi fisici è anche importante. Se ad esempio il bambino è in età scolare e gli insegnanti hanno dato lui delle attività scolastiche da fare, portate attenzione al dove, scegliendo un luogo tranquillo e dedicato allo svolgimento dei compiti (scrivania, piccoli tavolini), che, preferibilmente, non dovrebbero essere adibiti ad altri scopi, in modo che il bambino possa essere sostenuto nello stare in quell’attività, magari non sempre piacevole.


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I contenuti sono realizzati da ❧ Dott.ssa Rita Gatto Psicologa dello Sviluppo, Educazione e Benessere (Albo Lazio 23392); Operatrice di Training Autogeno.

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