Contributo a cura del Dott. Alessandro Lazzi, Psicologo clinico – Roma

Molto spesso i nostri ragazzi si trovano in difficoltà nello studio, per vari motivi. Anche la ricerca si è interrogata su come poter aiutare gli studenti di tutte le età, analizzando i metodi di studio più utilizzati e integrandoli alle ricerche sulla mente umana che apprende.

I tradizionali metodi di apprendimento riguardavano la memorizzazione passiva di nozioni, come date, nomi e parole straniere. Altri metodi suggeriscono di investire sulla raccolta di appunti durante la lezioni, sulla lettura di testi da cui estrarre concetti e parole-chiavi, sul riassunto dei brani letti, e anche sulla gestione dell’ansia da interrogazione.

Oggi nel campo dell’apprendimento si sente sempre più il termine metacognizione, tanto da parlare di “didattica metacognitiva”. Di cosa si tratta? E perchè oggi è uno tra i processi più studiati nell’ambito della ricerca cognitiva e della psicologia scolastica?

Da un punto di vista etimologico, il termine metacognizione deriva dall’unione del prefisso greco meta “al di là”, “sopra” e cognitio “conoscere”. Rappresenta, quindi, la capacità tipica dell’essere umano di essere consapevole sui propri processi cognitivi ed esercitare il controllo su di essi. Detto in parole povere la si intende come la nostra capacità di riflettere sul proprio pensiero e sui processi che lo caratterizzano.

Come può la metacognizione essere utile ai nostri ragazzi nell’apprendimento e nello studio?

La metacognizione ci permette di approfondire i nostri pensieri e, quindi, anche di conoscere e dirigere i nostri processi di apprendimento. È un processo di autoriflessione su cosa e, suprattutto, come stiamo imparando attraverso la possibilità di distanziarsi, di auto-osservare e riflettere sui propri stati mentali, come afferma anche Cesare Cornoldi che ha dedicato le sue ricerche allo studio metacognitivo. Infatti, risultati migliori nell’apprendimento possono essere raggiunti se le difficoltà sono riconosciute e si utilizza la metacognizione in maniera consapevole e con le indicazioni di esperti.

La metacognizione diventa un’importante variabile in grado di condizionare le modalità con le quali un individuo apprende perchè permette ai ragazzi/studenti di diventare problem solver che si sperimentano per superare, fronteggiare, aggirare, abbattere l’ostacolo ed elaborare consapevolmente delle strategie efficaci da attuare che gli permettano di continuare ad imparare nel modo per lui più giusto. Le ricerche hanno confermato che le prestazioni degli alunni/studenti che hanno una buona consapevolezza metacognitiva sono tendenzialmente migliori poiché il compito è affrontato con maggior coinvolgimento personale.

Chiediamoci adesso come è possibile raggiungere questo obiettivo? Cosa può fare l’insegnante/genitore per sostenere e sviluppare questa competenza?

La didattica metacognitiva prevede di stimolare i ragazzi a controllare come lavora la mente: “Perché pensi che il compito sia difficile?”, “Perché hai rinunciato a farlo?”, “Perché hai fatto proprio così?”. Queste sono riflessioni che se approfondite pienamente possono aiutare il bambino/ragazzo a mettere in gioco delle strategie efficaci per lui. Come diventa chiaro, nella didattica metacognitiva viene richiesto allo studente di acquisire un atteggiamento attivo e responsabile rispetto all’apprendimento e possiede  la volontà di creare il proprio bagaglio intellettuale attraverso domande, investigazioni e problemi da risolvere.

Spesso quest’ultima caratteristica viene a mancare ai nostri ragazzi e per i motivi più disparati. Si apre allora la possibilità di richiedere un accompagnamento allo studio, attraverso la richiesta di uno spazio condiviso con uno psicologo appositamente formato. Il professionista in questo caso ha il ruolo di facilitatore che offre al ragazzo/studente un supporto temporaneo che porti a un obiettivo comune: l’autonomia.

BIBLIOGRAFIA

  • Cornoldi C., 1995, Metacognizione e Apprendimento, Il Mulino, Bologna.
  • Cesare C., De Beni R. e Gruppo MT, 2005, Imparare a studiare 2, Erickson, Trento.
  • Albanese O, Doudin P.A., Martin D. (a cura di), Metacognizione ed educazione, Franco Angeli, Milano, 2011.
  • Borkowski J.G., Muthukrishna N., Didattica metacognitiva. Come insegnare strategie efficaci di apprendimento, Erickson, Trento, 2011.

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