Ormai il concetto di emergenza è qualcosa che fa parte della nostra quotidianità: ai tempi del Coronavirus sentiamo parlare di emergenza sanitaria, economica, industriale, dello smaltimento di rifiuti, dell’agricoltura “virus free”… sia chiaro, tutti aspetti importanti e che ci vorrà tempo prima di smaltirne le conseguenze. Queste però allo stesso tempo tolgono l’attenzione da un’emergenza ancor più fondamentale: quella della psiche umana. Si è spesso soliti rimandare quest’ultima, dando priorità alle altre, il che però è un rischio.

Opera “Terzo Millennio” di Vito Bongiorno – cit. dell’artista: “Per me il carbone contiene, nella propria struttura fisica e non solo a livello di metafora, il buio e la luce, la notte e il giorno, la catastrofe e la rinascita”

Una domanda utile da porci sarebbe: “Ma quando tutto questo sarà finito, come tornerò alla quotidianità?”. Non si torna infatti alla “normalità” come semplicemente spostando l’interruttore da off a on. In questo momento ci troviamo a dover gestire la paura di non riuscire a gestire le situazioni; la paura dell’ignoto; la paura di ammalarsi; la paura della stessa paura, etc. La situazione di quarantena invece quasi ci impone di cambiare le nostre abitudini, routine e punti di vista, in pratica affrontare le paure. Eppure se non siamo disposti al cambiamento, rimaniamo ancorati a schemi tipici, che non si adattano al qui ed ora.

Come sostenevano Seligman e Peterson, pionieri della Psicologia positiva, eventi fortemente stressanti e traumatici, come evidentemente lo sono l’isolamento sociale e il distanziamento dai propri cari e amici, possono essere una fonte di risorse. Soprattutto in situazioni difficili di allerta, paura e forte stress, secondo questi autori, è ciò che scegliamo di farne che può fare la differenza, riconoscendo l’attuale disagio come una risposta naturale di adattamento a questo momento. Cosa non facile, certamente, poiché può essere complicato riuscire a trovare l’insegnamento che quella stessa situazione difficile vuole lasciarci.

La parola chiave per uscirne è prima di tutto Responsabilità, ossia il riconoscerci il potere di cambiare noi stessi e le nostre conversazioni interiori. Cominciamo quindi a chiederci cosa concretamente possiamo fare noi per cambiare le cose. Ogni cambiamento richiede di rinunciare ad una precedente e apparente stabilità e sicurezza, per entrare in un processo dinamico che richiede fiducia e capacità di tollerare l’incertezza.

Routine o cambiamento?

Molti di noi staranno sperimentando personalmente quanto sia tenace la resistenza al cambiamento delle nostre abitudini quotidiane precedenti alla quarantena. Figuriamoci al cambiamento personale. Questo perché, una volta raggiunto un certo equilibrio, tendiamo a volerlo fissare, a costo di perdere nuove situazioni, anche positive, che si vengono a creare. Le abitudini ovviamente ci tranquillizzano perché, come abbiamo visto in un articolo precedente, ci mettono in una condizione di sicurezza e che sentiamo di poter controllare, rispondendo al nostro bisogno di struttura. Un terreno fertile dunque, importante nei processi di crescita e cambiamento. Ma non basta. Vivere solo di routine ci impedisce di porci delle domande, di pensare, di prendere decisioni (tutti aspetti importanti per vivere un’esistenza piena e di crescita) facendoci muovere per inerzia. La conseguenza è di vivere in una situazione tranquilla, ma che via via diventerà sempre meno soddisfacente… in pratica si sceglie di non crescere, di non vivere.

La vera resistenza al cambiamento è la sicurezza che la nostra mente percepisce nella zona di comfort. La zona di comfort è comunemente intesa come tutte le situazioni facili che rendono la vita piacevole, ma in realtà comprende tutte le situazioni, piacevoli o spiacevoli, alle quali siamo già abituati e che formano le nostre routine.

Quali motivi quindi per uscire dalla Zona di Comfort per far fronte alla situazione?

  1. Uscire dalla zona di comfort ci permette di confrontarci con situazioni eccezionali, che stimolano la nostra potenzialità e creatività, che altrimenti nella condizione di routine e minor sforzo non riusciremmo a vedere.
  2. Questo di conseguenza ci farà aumentare la fiducia in noi stessi e autostima, rendendoci più sicuri ed indipendenti, ed in grado di agire, prendere decisioni e gestire le paure.
  3. Uscire dalla zona di comfort significa anche stare meglio con gli altri, in quanto si riuscirà in primis a stare meglio con noi stessi, arrivando a vedere il bello che c’è in ogni persona.
  4. Già il solo cominciare ad agire, ci libera man mano dalla paura, rendendo quelle paure prima percepite come molto grandi, sempre più piccole, se non vane.
  5. Uscire dalla zona di comfort ci fa prendere contatto con il presente, arrivando a vivere pienamente il qui ed ora, e permettendoci anche di sorprenderci e di incuriosirci, rendendo la vita più interessante e alimentando la nostra voglia di vivere.

Pensando a come stiamo vivendo e reagendo in questi giorni, facciamo adesso un esercizio per individuare insieme quanto detto, che ci sosterrà a portar consapevolezza e a chiederci con più attenzione, autenticità e responsabilità: Cosa è sano per me e cosa può farmi crescere durante la pandemia? In quale zona sono? Chi voglio essere durante la quarantena? Chi voglio essere dopo?

  1. Disegniamo un cerchio al centro del foglio: questa sarà la zona di comfort in cui ci troviamo attualmente. All’interno del cerchio scriviamo, quindi, le cose che ci fanno sentire a nostro agio o che comunque rappresentano delle sicurezze nella nostra vita attuale. Pensiamo alle nostre abitudini quotidiane, al lavoro, alle amicizie, alla famiglia, alla salute, al tempo libero o all’alimentazione ed individuiamo:
    • Le aree della vita in cui ci è tutto molto familiare e ben conosciuto
    • Le attività che ci fanno sentire tranquilli perché non ci espongono a rischi
    • Le cose che ci annoiano e che non ci piacciono (ma non facciamo nulla di diverso per cambiarle)
    • Le abitudini negative in generale
    • Le attività in cui ci sentiamo di essere in qualche modo adagiati
    • Le azioni che ripetiamo sistematicamente ogni giorno.

2. Intorno a questo cerchio disegniamone uno più grande e scriviamo al suo interno tutte quelle cose che potrebbero creare un leggero senso di disagio o nervosismo ma che comunque, con un po’ di sforzo, pensiamo di poter svolgere.

3. Disegniamo adesso un ulteriore cerchio più grande e mettiamoci le azioni che più ci farebbero sentire in difficoltà e che per questo richiedono una dose di coraggio abbastanza significativa.

4. Continuiamo disegnando un altro cerchio più esteso in cui scrivere le attività che davvero ci piacerebbe fare ma solo l’idea di provarci ci terrorizza e ci crea un forte senso di ansia, insicurezza e agitazione.

Ogni volta che raggiungiamo un traguardo posizionato nei cerchi esterni possiamo contrassegnarlo con un puntino verde, che indica la “posizione” attuale per ogni zona, e festeggiare sulla nostra riuscita e la nostra volontà.

Un esempio utile per eseguire l’esercizio e per riflettere sul proprio atteggiamento in questo periodo di isolamento ed emergenza – fonte: https://www.casaperlapacemilano.it/uncategorized/come-ci-comportiamo-nei-confronti-del-coronavirus/

Riprendersi dalla crisi è prima di tutto una questione di atteggiamento mentale e di psicologia. Può essere importante cominciare con il comprendere quali dinamiche ci portano ad accettare di rimanere fermi e non adattarci, e solo dopo aver raggiunto tale consapevolezza, fare il primo passo verso il cambiamento. È quindi evidente che è adesso il momento per agire, per rinforzare le proprie capacità personali e per far emergere i talenti nascosti.

La psiche va avanti anche se tutto fuori è fermo. Come ha detto Luca Mazzucchelli in un suo video, “è di umanità che abbiamo bisogno, e uomini forti mentalmente”. Tutto questo può esserci utile oggi, per affrontare l’emergenza psicologica da Covid-19.


GUARDA IL VIDEO CORRELATO:

La realizzazione di questo articolo e del video annesso è nata dalla volontà di sostenerci in un momento difficile legato al vissuto personale e comunitario generato dalla pandemia di Covid_19.

Abbiamo deciso di rimandare la partenza del percorso di gruppo sulla gestione dell’ansia (Ansia, questa sConosciuta!), contribuendo anche noi con la scelta di rimanere a casa, ed allo stesso tempo di perseguire il nostro obiettivo di offrire strumenti utili e pratici per la gestione dell’ansia e la riduzione dello stress.

I contenuti sono realizzati dalla collaborazione di ☞
❧ Dott.ssa Rita Gatto
Psicologa dello Sviluppo, Educazione e Benessere (Albo Lazio 233929); Operatrice di Training Autogeno.
❧ Dott.ssa Giulia Piccioni
Psicologa (Albo Lazio 22140); Insegnante di Yoga e Meditazione

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: