“La pazienza è un albero: le radici sono molto amare, ma i frutti dolcissimi”

Proverbio persiano

In questi giorni in cui ci viene richiesto di dare il nostro contributo con l’isolamento ed il distanziamento fisico, di attendere in lunghe code per fare la spesa, di stare 24 ore a contatto con i propri figli che chiedono attenzioni nei modi più disparati, di passare ad un lavoro online che non è sempre “smart”, etc., la nostra pazienza viene messa costantemente a dura prova. Pazienza come arte di far fronte alle difficoltà e al vuoto dell’attesa con tranquillità e fiducia, mantenendo un atteggiamento attento, disponibile e saldo. Vediamo insieme perchè recuperarla può costituire per noi un grande vantaggio.

Pazienza o immediatezza?

Come abbiamo già detto in altri momenti, la paura può generare diversi comportamenti di tipo reattivo (attacco/fuga), che rispondono all’istinto di sopravvivenza. Accrescere la propria capacità di portare pazienza, fa sì che non ci lasciamo “scuotere” dalle situazioni che percepiamo come minaccia, a maggior ragione in questo periodo di Coronavirus in cui la minaccia non è identificabile in qualcosa di preciso (come può essere un predatore pronto a mangiarci), bensì è caratterizzata da qualcosa che cambia continuamente natura e forma, che sfugge al nostro tentativo di controllo. L’incertezza può inoltre generare angoscia generalizzata, facendoci oscillare tra la negazione e la preoccupazione eccessiva.

Ciò che desideriamo quando siamo in questi stati è di risolvere il prima possibile la situazione, cercando invece di farlo in maniera urgente, confusa ed imperativa. Ma la fretta di liberarcene non consente di avere una visione d’insieme, una visione dell’entità e del peso di tutte le possibili variabili per fronteggiare al meglio ciò che ci spaventa. L’urgenza di avere quanto prima risposte certe, ci pone davanti al rischio di accogliere qualsiasi tipo di informazione, alimentando paradossalmente la confusione e i dubbi.

Nell’era scientifica e tecnologica siamo abituati all’iperattività, alla performance, ad avere risposte e soluzioni immediate a qualsiasi tipo di problema (o perlomeno alla maggior parte). E nel tentativo di anticipare il domani non facciamo altro che perderci il presente. Il Covid-19 ci invita invece alla pazienza, al poter vivere pienamente e consapevolmente nel qui ed ora, ci ricorda la nostra natura umana. Ci manca il tempo di fermarci e meditare sulle decisioni da prendere, sui risultati attesi, e vogliamo che tutto passi in fretta anche se ciò significa andare incontro all’errore. Per questo è necessario rinforzare la propria interiorità costruttiva e saggia (se la pazienza ha il suo focus all’interno, l’impazienza lo ha rivolto verso l’esterno), e quegli atteggiamenti che ci permettono di concentrarci sul qui ed ora.

Cosa è la pazienza?

Pensiamo alla terza fatica di Ercole, che consisteva nel catturare viva la cerva di Cerinea, dagli zoccoli di bronzo, le zampe d’argento e le corna d’oro. L’eroe la insegue per un anno intero, per poi catturarla nei pressi di un fiume della terra degli Iperborei, un luogo al confine con l’aldilà. Ercole, abituato a gesta ardite, insegna alla sua mente e alla sua forza a resistere e a trovare strategie, che lo spingono ai confini del mondo e a confrontarsi quindi con il limite.

Pazienza significa pertanto anche “allargare“: la metafora della fatica di Ercole ci dimostra come nella fretta c’è un collasso del tempo dell’azione, mentre nella pazienza il tempo si dilata, permettendoci di guardare ad ogni aspetto importante, di ascoltare, di riflettere e di riconnettersi al proprio intuito.

Da qui si può comprendere il detto “La Pazienza è la Virtù dei forti”: pazienza è infatti sinonimo di tolleranza e lucidità, ben diverso da passività, noia, rassegnazione, impotenza ed inazione. E’ attesa si, ma attiva, segno di grande potere e forza interiore; è una pratica emotiva liberatoria che ci sostiene nell’attesa calma, nell’osservazione ampia e nella decisione; è uno stato mentale, legato alla fiducia, alla persistenza e alla compassione. Essere pazienti inoltre non significa accettare qualunque cosa passivamente, ma porre dei limiti lì dove necessario, proprio perchè permette di avere una visione ampia ed intuitiva, e quindi scegliere le azioni giuste. Basta pensare alla strategia dell’isolamento: un rimanere fermi, attraverso il quale stiamo attivamente agendo qualcosa di importante che salva noi e gli altri.

L’etologo Konrad Lorenz diceva che “quando individui della stessa specie si trovano a dover condividere uno spazio limitato, finiscono per aggredirsi”. In tali circostante, gestira la propria pazienza significa anche essere meno impazienti e reattivi, e recuperare qualità come la Gentilezza.

Come accrescere la propria pazienza

Senza ricadere in un “fare interventista”, dimenticando quindi fretta e guadagni a breve termine, è fondamentale sapere che, al di là dei propri tratti di personalità che ci predispongono o meno ad essere pazienti, la pazienza si può apprendere, allenare e potenziare. Di seguito alcune pratiche:

  • 1) Attingere al proprio Coraggio, per stare in contatto con le emozioni presenti in questo periodo, potendole così canalizzare: Partendo dall’ascolto e dall’accettazione di queste emozioni, si può ad esempio scrivere quello che ci fa arrabbiare, o raccontare cosa ci spaventa, evitando così che questa stessa rabbia si direzioni verso chi mi sta accanto e che la paura mi faccia fare cose avventate. Si può raccontare in modo ordinato e logico ciò che sta accadendo, creandone una storia, e accompagnandoci a riconoscerne il senso per noi.
  • 2) Parlare meno e cercare poche informazioni ma accurate: La ricerca costante alimenta paradossalmente il senso di impazienza. Può essere utile invece evitare di cercare risposte che non si possono avere, e concentrarsi sul fatto che tutto questo finirà.
  • 3) Dare spazio all’immaginazione: La mente non è in grado di distinguere le situazioni immaginate da quelle vissute concretamente, e pertanto usare l’immaginazione per prepararsi alle situazioni per noi stressanti può essere un utile alleato per coltivare la calma. Per contenere i conflitti è fondamentale garantirsi uno spazio proprio, anche fisico o simbolico, nel quale esprimere le proprie passioni, scrivere, disegnare, fantasticare e sognare.
  • 4) Riconnetterci al corpo ed al respiro: Quando ci sentiamo agitati, irritati ed impazienti, non costringiamo noi stessi ad essere pazienti, in quanto questo alimenterebbe la frustrazione ed il malessere dettate dal non sentire di riuscirci. Avere pazienza non significa infatti trattenersi, che di contro alimenta ulteriormente l’aggressività latente. Osserviamo piuttosto le sensazioni che si provano nel corpo, senza contrastarle né giudicarle. Ci accorgeremo con sorpresa che passeranno da sé se non ci ostiniamo a volerle allontanare.
  • 5) Aspettare e mantenere la calma: Non irrigidirsi nel desiderare che la realtà vada diversamente, lasciando che le cose succedano al momento e con il loro ritmo naturale. Ciò ci permetterà anche di osservare il lato positivo delle situazioni. “Dopo ogni tramonto c’è un’alba, e questo non dipende da noi: possiamo solo goderci il momento e nell’attesa, apprezzare ciò che abbiamo”.
  • 6) Pensare agli obiettivi per cui ci si sta impegnando e che si sente che hanno un valore per noi: continuare a fare tutto ciò che è si è fatto finora e che è possibile continuare a fare, con una qualità interiore differente. Possiamo ad esempio approfittare di questo tempo per riscrivere le nostre priorità; o imparare a gestire il tempo per affrontare questo momento difficile ed uscirne nel modo migliore.
  • 7) Usare lo “strumento” della Gentilezza: se si hanno persone attorno, sorridere il più possibile e cercare di empatizzare con le emozioni, le parole, i gesti di chi ci sta intorno, senza giudizio.
  • 8) Ricordiamoci che non stiamo correndo una cento metri: la pandemia ci invita fermamente a posizionarci su un lancio più lungo. Solo la pazienza può erodere le resistenze e favorire l’abbandono della mentalità utilitaristica dei costi benefici, così da aprirsi ad una dimensione di più ampio respiro, svincolandosi dall’ansia del miglioramento ed orientandosi unicamente verso la personale Verità.

GUARDA IL VIDEO CORRELATO:

La realizzazione di questo articolo e del video annesso è nata dalla volontà di sostenerci in un momento difficile legato al vissuto personale e comunitario generato dalla pandemia di Covid_19.

Abbiamo deciso di rimandare la partenza del percorso di gruppo sulla gestione dell’ansia (Ansia, questa sConosciuta!), contribuendo anche noi con la scelta di rimanere a casa, ed allo stesso tempo di perseguire il nostro obiettivo di offrire strumenti utili e pratici per la gestione dell’ansia e la riduzione dello stress.

I contenuti sono realizzati dalla collaborazione di ☞
❧ Dott.ssa Rita Gatto
Psicologa dello Sviluppo, Educazione e Benessere (Albo Lazio 233929); Operatrice di Training Autogeno.
❧ Dott.ssa Giulia Piccioni
Psicologa (Albo Lazio 22140); Insegnante di Yoga e Meditazione

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